3.9.08

Bingo! (quasi...)

Con una certa sorpresa e soddisfazione il mio romanzo è stato recensito da RID: Rivista Italiana Difesa. Questa rivista è IL riferimento in Italia in fatto di Geopolitica, Tecnologie Militari e Storia Militare. Gli addetti ai lavori la conoscono molto bene, in quanto il suo direttore, il Dott. Andrea Nativi, apre sempre la rivista con degli Editoriali che "fanno tendenza" nel mondo della Difesa italiana. Il Dott. nativi è anche spesso in TV e in radio, quando si tratta di rispondere a quesiti di carattere tecnico e politico su temi di tecnologie applicate alla Difesa e Geopolitica.
Quindi, eccomi che sul numero di Agosto di questa prestigiosa rivista, mi ritrovo la seguente recensione (cliccateci sopra leggerla):
Beh, per essere un emerito sconosciuto, e senza "raccomandazione politica dietro le spalle", incassare una competenza dietro i dettagli tecnico-operativi da RID, non è cosa da poco. Sulla questione dialoghi direi che chi ha stilato la recensione non incontra il mio stile di caratterizzazione dei personaggi attraverso i dialoghi (dettaglio che è apprezzatissimo dai lettori del romanzo che mi scrivono commenti via email). Ma è una questione di gusti.
Che dire? Recensioni positive spontanee del mio romanzo, ormai, se ne trovano in internet, e ne sono felice e grato a chi le ha redatte. Però mi sono concesso di pubblicare questa recensione di RID perchè rappresenta un "passaggio obbligato di giudizio" per uno scrittore esordiente che tratta di questi argomenti.
Ok, questa è passata, e neanche malaccio. Vediamo il prossimo gradino da affrontare...

30.8.08

"La Giusta Decisione" & friends


...Torniamo a parlare del mio romanzo.

Oggi ho avuto modo incontrare sul campo (di tiro) la persona che mi ha ispirato il personaggio principale del mio romanzo, il Tenente Matteo Giuliani (nome di fantasia del personaggio).
E' stata anche un'occasione per dargliene una copia (tra i miei impegni ed i suoi di "lavoro" non è facile beccarlo).
Una bella occasione per incontrarsi di nuovo fare due chiacchiere.
Per coloro che hanno già letto il romanzo, spiacente di non pubblicare una foto "in chiaro", ma non posso.
Vorrei altresì precisare che questa persona ha solo indirettamente ispirato dal punto di vista della descrizione fisica del personaggio di Matteo e basta e non ha assolutamente collaborato alla stesura del romanzo. Tutte le azioni e i dialoghi che si attribuiscono al personaggio sono solo frutto di fantasia per dare "colore" alla narrazione e per tratteggiare un profilo psicologico fittizio. Un romanzo è pur sempre un'opera di fantasia e fatti e persone che vengono citati in esso sono una pura casualità.
Pubblicare le foto delle varie persone del IX° che hanno ispirato il romanzo?
Beh, adesso non esageriamo.

PS io sono "piccoletto", ma lui è "enorme"...

29.8.08

“What goes up, Must come down”.
E’ una legge dell’Universo.
Il mio periodo di assoluta serenità non è scomparso, semplicemente si è preso una pausa.
Se tutto in Natura va a cicli, sono in una fase discendente, di umore, di energie, di fisico.
Niente teorie su Bioritmi o altre spiegazioni parascientifiche. Questo periodo era prevedibile, ma non previsto.
A volte le cose cambiano in fretta, molto in fretta.
Razionalmente possiamo accettare i cambiamenti, possiamo dire che erano anche non inaspettati, eppure nell’Animo, quando arrivano colpiscono, e non fanno prigionieri, specialmente se si crede di avere una coscienza che ha un’ottima memoria.
Però accettiamo tutto.

Si soffre più per parole che non si sono dette, o per quelle che abbiamo pronunciato?
Si soffre magari per uno sguardo che non si è mai visto nella realtà?
Si soffre per l’opinione che gli altri, che crediamo di conoscere perfettamente, hanno di noi?
Certo. E tanto.
Però abbiamo la nostra quotidianità: il più potente antidoto per i tormenti dell’anima.
Il nostro lavoro, la burocrazia di tutti i giorni, gli impegni domestici, i rapporti con persone neutrali… Potentissimi antibiotici ad ampio spettro contro i dolori, le delusioni, i sensi di colpa.
E’ possibile avere un rapporto con la gente assolutamente normale, mentre dentro noi vorremmo urlare?
Certo. Lo fanno tutti. Tutti i giorni. E la voglia di urlare sopisce di conseguenza.
A volte bisogna sopprimere l'istinto, per non generare maggiori dolori.
Anestetizzarsi la coscienza per vivere meglio?

Perchè no?
In fondo non è difficile: è semplicemente insopportabile.

Passerà.

21.8.08

...Soffermati sulla cima


Soffermati sulla cima.
Non c’è fretta: ci sei arrivato.
Appoggiati a riprendere fiato, più che altro con la mente, e guarda.
Guarda la valle, guarda le montagne.
Ce ne sono di più basse, ma anche di più alte, che sono ancora da scalare.
Però sei arrivato fin qui, sulle tue gambe, con il tuo zaino.
Scordati di tutto, perché il tempo per preoccuparti d’altre cose ne avrai in abbondanza domani, dopodomani e nei giorni a seguire.
Hai visto dove sei riuscito ad arrivare?
Non è poco se ci pensi.
Non è molto se cerchi sempre e solo la felicità.
Allora goditi quello che hai ora, prendendoti una piccola pausa.
Soffermati sulla cima.
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Non riesco a smettere di ridere! Mi sono immaginato di scrivere un paragrafetto stile “New Age” / “Iper-motvatore per gente depressa cronicamente” e, utilizzando una mia recente foto che ho fatto nella mia amata Val di Fiemme come ispirazione –ricchi premi a chi indovina dove l’ho scattata-, mi sono messo a scrivere le parole più ridicole che mi venivano in mente. Magari per qualche secondo vi siete sentiti toccati da queste mie frasi? Beh, allora siete messi male! :-D
Se invece vi siete messi a ridere, va tutto bene: siete normali.

Scusatemi, ma tutte le volte che ho preso in mano libri più o meno di questo genere, tipo “La Profezia di Celestino” et similia, ho sempre sghignazzato come uno scemo. La felicità non esiste, ma si possono avere degli stati d’animo assolutamente sereni, come nel mio precedente post, e sono cose che auguro a tutti. Ed è vero che nella maggior parte dei casi, questa serenità, dipende esclusivamente da come interpretiamo le cose che ci accadono.
Ma torniamo a me.
Cambiato lavoro poco più che un mese, ricordavate?
E come mi trovo?
Beh, è il classico lavoro dove l’orologio è un oggetto inutile: sai quando inizi, ma finisci solo quando le cose “sembrano funzionare”.
Non di rado torno a casa alle nove di sera.
Sostanzialmente l’azienda è formata da una squadra di nove persone, ognuna specializzata in un abito informatico specifico, e ci sentiamo solo via cellulare. Io ho conosciuto di persona solo quattro colleghi, ma c’è gente dentro da un anno che deve ancora conoscerli tutti…
Ognuno ha i suoi compiti, e spesso un cliente vede passarci a rotazione a seconda dell’intervento che c’è da fare sul suo sistema informatico. Il centro nevralgico dell’azienda è il capo, che ha la consapevolezza istantanea della posizione geografica e dei compiti da svolgere di tutta la squadra. Il tutto senza mai prendere un appunto scritto: va tutto a memoria. I miei colleghi mi hanno già detto che ciò ha portato in passato a qualche situazione paradossale da gestire… Altra caratteristiche del capo è che ti assegna il compito da seguire un giorno per l’altro. Nessuna pianificazione reale settimanale o di più di due giornate. Quindi, verso le 18 di ogni giorno, si aspetta la chiamata che ti dice dove andrai il giorno successivo. Per questa caratteristica ho dato il nomignolo di Damocles al mio capo. Sentendo gli altri ragazzi, direi che sono quello che ha dato il soprannome più “elegante” :-D

21.7.08

Una sera di mezz'estate...

La felicità è uno stato della mente?

Si, ne sono convinto. E sono anche convinto che serve poco per raggiungerla, per un pochino di tempo.

Sono da poco passate le dieci, sono sul mio balcone con il mio notebook preferito e un calice di vino rosso fermo, sulla sinistra.

L’aria è fresca: ci saranno temporali nell’aria, i grilli cantano e i vicini del palazzo di fronte hanno quasi tutte le luci del loro appartamento accese, ma non rompono le scatole. Ogni tanto passa un’auto, ma non alla solita velocità pazzesca. Sembra quasi quell’atmosfera di silenzio che si ha nelle zone urbane quando gioca l’Italia. Ma non mi sembra che stasera ci siano partite particolari. Il mio tip-tap sulla tastiera è quasi maleducato, fuori tempo –troppo frenetico- per inserirsi nella sinfonia lenta di questa sera di mezz’estate.

Stasera ho avuto un’ottima cena con Ilaria –ottima nel senso di rilassata e di comunicazione, oltre che di cibo gradevole-, oggi sul lavoro nuovo ho smosso delle belle grane in una grande azienda alimentare della città, e domani ne dovrò affrontare altrettanto: lunedì prossimo iniziano la campagna stagionale dei pomodori, e il sistema informatico DEVE funzionare. Il mio primo romanzo continua a vendere, senza neanche farci della gran pubblicità, e nel mentre ho avuto un’idea per un altro romanzo (oltre quello del post precedente). Voglio le giornate di quarantotto ore. Sono tranquillo, e non è abbastanza il vino che è nel calice per generare tale sensazione. Penso semplicemente di essere nel mezzo di quei cicli dei bioritmi in fase positiva. Non è cambiato niente dalla settimana scorsa, eppure vedo tutto positivo. Migliorabile, sicuramente, ma positivo. Sono in contatto con gente invece, che è nel mezzo di crisi esistenziali e/o lavorative terribili, e decisamente, sarebbe bello poter davvero immagazzinare la positività di una persona, e poterla donare ad un altro. Altro che approccio verbale: beccati ste’ due Duracell de positività!

Non ho pregato. Non seguo più nessuna filosofia orientale da tempo. Non mi sono imposto nulla. Non mi faccio di serotonina. Eppure sono qui che faccio fatica a non sorridere se vedo all’orizzonte lo spettacolo dei lampi di un temporale notturno che si avvicina. Scruto con ingenua curiosità quello che s’intravvede dalle finestre dei miei vicini: parlano? Guardano la tv? Si preparano ad andare a letto? Saranno in uno stato di pseudo-contentezza come me, oppure avranno i maroni girati a manetta?

Non è cambiato nulla, e sono felice, motivato e creativo. Penso di capire cosa intendeva dire Mirò quando diceva che doveva ritirarsi in campagna per dei mesi per poter creare in serenità.

Che dire?

Scrivo ancora una paginetta del romanzo e poi me ne vado a letto. Nella speranza che anche domani sia di benedetto da questo stato della mente.

Alzo il calice a te Lettore di questo Blog, e ti dedico l’ultimo sorso di vino. Ripeto: ci vuole poco per sentirsi accarezzati dalla serenità, basta essere in pace con sé stessi, moderatamente sinceri con gli altri e non intestardirsi con la vita. Lasciate fluire i pensieri, le emozioni, l’Energia (se credete a discipline bioenergetiche). Azz… tra un po’ mi metto a scrivere un decalogo New Age pure io… :-D

Senza però scordarsi di chi attualmente sta peggio di me, e che nelle mie parole, ogni tanto, trova conforto:
CLAUDIA, NON MOLLARE. MAI.
Dormi serena: domani è un giorno tutto da costruire.
Buonanotte.

14.7.08

Ci risiamo...

Altra scintilla tra due neuroni, e nonostante tutto (varie promesse che mi ero fatto), sono sotto a scrivere un nuovo romanzo.
Romanzo... Raccontone lungo.
Mi ero proposto di non finire nella trappola della scrittura finchè non avessi stretto qualcosa con la Casa Editrice con La Giusta Decisione, ma dialogare con i loro vertici d'estate, è alquanto difficoltoso. Vacanze tre mesi all'anno, altro che crisi delle vacanze degli italiani...
Così, come una mezza scommessa con una paersona, mi sono messo sotto a scrivere una commedia romantica.
Si, avete letto bene.
Io penso che un grafomane all'ultimo stadio, come il sottoscritto, debba essere flessibile. Deve essere in grado di scrivere un po' di tutto, con una sua ovvia impronta distintiva... Ma non ho mai visto di buon occhio quegli scrittori (universalmente famosi), incapaci di scrivere qualcosa di diverso da quello che fanno. Certo, a volte hanno dei pesantissimi vincoli contrattuali con la casa Editrice, la quale dice: OK, tu VENDI scrivendo di XYZ. Non provarci nemmeno a sputtanarti a scrivere di YXZ. Nel momento in cui XYZ ha riempito le scatole ai lettori, e non vendi più, forse prendiamo in considerazione l'idea di farti scrivere di YXZ. Al limite con uno pseudonimo.
Così, ispirato "da una storia vera", in questi giorni sto buttando giù, nei ritagli di tempo, i primi capitoli di questa storia.
I miei "beta testers" saranno solo ed esclusivamente donne.
Più precise ed affidabili, di qualsiasi lettore maschio (quest'ultimo, in generale, si fa troppo trascinare dalla storia, senza analizzare bene il contenuto).
Per le prime decine di pagine scritte, direi che ho raccolto consensi, e non va male, per essere la prima volta che mi cimento con questo genere letterario.
Caratterisiche principali: sarà corto, una lettura "stacca cervello" e cercherà di dare uno spaccato di una società giovane odierna.
Si, certo: esattamente come TUTTI i libri che ora popolano gli scaffali delle librerie.
C'è un motivo se certi tipi di letteratura ha successo.
Sono tutti racconti con la stessa matrice, fateci caso.
Il giovane, il suo gruppo, la società, come si sente giudicato, come giudica la realtà che lo circonda.
I suoi amori, le sue sfortune le sue speranze...
Ve ne vengono in mente di titoli, vero?
Anche di successo. Anche tramutati in film.
Ne escono tutti i giorni, anche in questo momento che state leggendo queste righe.
Eppure hanno un mercato.
Perchè?
Perchè ogni autore rappresenta un universo a sè.
Un'estrazione diversa culturale, regionale, anagrafica...
Quindi, nell'immenso tritacarne dell'omologazione narrativa, ecco che abbiamo tanti esempi di diversità apprezzabili.
Anch'io ci provo.
Vedremo che ci verrà fuori. Ma vi confesso una cosa: Mi sento fortunato. ;-)

2.7.08

E' così.

Un classico.
Due post in una volta dopo quasi un mese di silenzio.
Domani grande svolta lavorativa: il primo giorno con un nuovo incarico che mi terrà parecchio occupato durante la giornata e mi porterà a zonzo per tutto il nord italia, seguendo le urla di dolore generate dai Server realizzati da Bill Gates.

Vedremo.

Eccitato? sicuramente. Sei contento? Si. Sei felice? NO.

...E tutto perchè ho impachettato il mio notebook un'ora fa.
A volte sganciare un cavo di rete da una scrivania, significa molto di più che perdere momentaneamente la connesione ad Internet...