31.10.11

Trailer video intervista a Francesco Cotti


Eccomi qua, dopo un po' di tempo che non mi facevo vivo.
Allora, innanzitutto questo post dovrebbe dare "pace" (almeno parzialmente) a tutti coloro che in queste settimane mi stanno chiedendo quando esce il nuovo romanzo.
La risposta standard è "tra poco". E stavolta ci siamo.
Se avete la pazienza di guardare questo video potete pure dare un'occhiata alla copertina definitiva (di cui sono molto orgoglioso).
Questo video è un estratto da una video intervista realizzata a fine settembre 2011 della lunghezza di 70 minuti. Prossimamente la pubblicherò integralmente a spezzoni.
In questo video do il mio contributo personale sulla questione "contractor".
Argomento un po' andato "giù di moda" ultimamente, ma sempre oggetto di discussione tra gli appassionati di argomenti militari.
Più che volentieri pronto a discutere con voi degli argomenti che espongo.
Buona visione e... buona attesa... ;-)

6.10.11

Steve Jobs


Rieccomi qui,
dopo quasi un anno di silenzio sul mio Blog.

Perchè proprio oggi e perchè sopratutto con questo argomento.

I motivi non sono tanti, forse, sostanzialmente, due.

Sto finendo (veramente) il mio secondo -soffertissimo nella stesura- romanzo.
E proprio perchè presto mi ritroverò "senza nulla a cui scrivere per un po'", mi
è venuto in mente che vorrei far tornare vivo, ma molto più vivo di prima,
questo Blog.

Sul romanzo ne parliamo in un prossimo post. Lo so che non vi siete scordati me.
Ma prima di annunciare che il secondo romanzo, facciamo passare qualche giorno.

Secondo motivo: parliamo di qualcosa di cui oggi stanno parlando tutti,
soppratutto coloro che nemmeno sanno cos'è un computer.

Steve Jobs non c'è più.

Il co-fondatore della Apple è morto in seguito ad una malattia contro cui stava
combattendo da anni. Ma non c'è genio-popolarità-disponibilità economiche che
possono aiutarti quando "arriva la tua ora".

Per questa persona si stanno "scomodando" un po' tutti, a partire dal Presidente
degli Stati Uniti, al fondatore di Facebook (fateci caso: nei flash delle news
dei vari TG danno la notizia in questo ordine di nomi...), fanno a gara a chi

riesce a fare il commento più emozionante su Jobs.

Io penso che le uniche persone (e sono tantissime, un numero impensabile) che
possono davvero esprimere gratitudine a questo grande imprenditore sono gli
utenti della generazione "I".
Gente che si è avvicinata ad un certo modo di intendere la multimedialità senza
avere basi informatiche.

La scomparsa di Steve Jobs, come tutti i grandi eventi mediatici (e lui era un
genio della comunicazione), ha scatenato il circo delle opinioni.
Gli Adepti che piangono la morte di un Guru, i Detrattori che sputano veleno sul
fatto che rivendesse a prezzi esorbitanti hardware economico e non privo di
difetti a masse di idioti pronti a saltare il pagamento di alcune bollette pur
di avere un Iphone.
Chi lo descrive come una persona illuminata e "purpose driven", e chi diceva che
non era altro che un arrogante bastardo senza pudore.

Steve Jobs ha sicuramente fatto del mercato della multimedialità di massa un
movimento culturale.
Ha creato, e ha distrutto, il concetto che i prodotti della Mela fossero solo
per pochi ed elitari clienti.
Se vuoi fare i soldi, devi vendere alla massa.
E alla massa ci arrivi con due strade: prezzi bassi oppure idee sbalorditive.
Steve Jobs non ha fatto nessuna delle due cose.
I prezzi dei suoi prodotti sono rimasti follemente alti (per quello che
offrivano), e ha sempre proposto cose che c'erano già sul mercato da anni.
Gli smartphone esistevano da qualche anno prima dell'Iphone, per non parlare dei
lettori MP3.

Ma allora il suo genio dove stava?

Da NON Mela quale è il sottoscritto, posso dire perfettamente il mio punto di
vista sul fenomeno Apple degli ultimi anni.
I prodotti Apple si basano sicuramente su un design magnifico, sicuramente. Sono
belli e curiosi anche quando sono spenti. E sono semplicissimi nelle loro forme.
Questa cosa i produttori della concorrenza non lo hanno MAI capito.

I prodotti Apple si basano sulla pubblicità tra le persone.
Notoriamente le persone, per la legge dei grandi numeri, sentono A e poi
all'amico dicono B, che poi all'amico dell'amico arriva l'informazione sottoforma
di C.

Su queste "manipolaizoni involontarie" dell'informazione, a livello spontaneo,
nella gente si sono diffuse vere e propri dogmi:
-I PC Apple non si bloccano mai
-Su IPod la musica si sente meglio che in altri MP3
-Sui Macbook i programmi di grafica sono più veloci (di cosa?). Sono più veloci
e basta. Anche se non ci fai grafica.
-L'Iphone va meglio di qualsiasi altro cellulare e si usa facilmente (verissimo
per la seconda parte dell'affermazione)
-Con gli Apple le foto "vengono meglio" sullo schermo
-Si, costano un po' di più dei PC normali (solo il doppio a parità di
prestazioni), ma non si rompono mai. (Si spera che non si rompano perchè a
tutt'oggi la riparazione di un prodotto Apple è qualcosa di abbastanza complesso
e costoso, specie fuori garanzia)

La gente, totalmente disorientata da pubblicità, concetti informatici
sommariamente esposti sui vari media e sopratutto da conoscenti "smanettoni", ha
trovato in Apple una rassicurante Stella Polare.

"Tutto cambia, per non cambiare nulla".
L'Ipad è un Iphone grosso. Geniale (davvero), che a sua volta è un Ipod con
dentro l'hardware (sempre mai all'avanguardia rispetto alla concorrenza) per
fare le telefonate.

Tutto semplice. Tutto identico. Un po' costoso, ma almeno è un pochino ancora
uno Status Symbol.

Grande Steve Jobs. Che per sua stessa ammissione non era un tecnico. Chi aveva i
cacciaviti in mano era altra gente. Lui aveva la Visione di come le cose
dovevano andare.
E quando invece la "visione" ce le hanno dei tecnici, le cose vanno come i
prodotti Microsoft. Marketing ridicolo, prodotti che fanno funzionare il mondo
così come oggi lo conosciamo, ma però non per tutti. Partendo dai produttori di
hardware agli utenti finali.

Ora c'è il "solito" controcorrente che dice che la apple ha le mani
insanguinate.
Fa produrre i suoi "oggetti" in Cina, a lavoratori in pessime condizioni
contrattuali.
Ha sempre portato avanti politiche di vendite da monopolista predatore.
(Vi ricordo che un rivenditore Apple ha molto meno del 5% di margine su di un
prodotto Apple che vende).

Ma perchè criticarlo?
Ma perchè osannarlo?

Apple è.

Steve Jobs è stato.

Think Different.
Che non significa per forza anche Politically Correct. Anzi.

La questione è:
Quando morirà Bill Gates sarà la stessa cosa?
No.
Si, si saprà, ma sarà un impatto meno "emotivo".
Per due motivi:
1) Bill Gates è da un bel po' fuori dalla Microsoft, e quasi nessuno, se lo
chiedete per strada, vi sa dire chi ha preso il suo posto anni fa.
2) Alla Microsoft non sanno cos'è il marketing
Ma alla fine contano i numeri o le emozioni?

Apple ci ha fatto capire che ipercapitalismo sfrenato e con pochissime regole
può essere anche fatto digerire come un bellissimo sogno.
Prima per pochi.
Poi per tanti.
Mai per troppi.

Con tutta probabilità leggerete queste righe dallo schermo di un Ipad.
Quindi, qualunque sia il mio punto di vista, non importa.

Sei stato un grande, Steve Jobs.

PS Il file di questa immagine, che ho preso da Apple.com, si chiama t_hero.png
Ci sarà un motivo se fino in ultimo lo adorano così.

1.11.10

Non è ancora cifra tonda...


Piove.
Non ricordo un giorno del mio compleanno in cui ci sia stata una giornata di sole.
Eppure, al contrario di altri compleanni, oggi è "partita bene".
Qualche SMS da amici ed amiche, un po' di messaggi di auguri da Facebook, ma soprattutto un’email dal direttore di una nota rivista di una grande Associazione Combattentistica che chiede informazioni sul mio primo romanzo e successivamente una chat in tempo reale di qualche minuto con uno dei più grandi rappresentanti dell’informazione geopolitica in Italia. Poi negli ultimi minuti la mia grafica di fiducia mi ha appena mandato la bozza quasi definitiva della copertina del mio secondo romanzo: eccellente.


Bella Internet, quando serve per queste cose. Mettere in contatto gente. Creare networking. Generare idee.
Internet non è solo una tecnologia al servizio di giovani edonisti, è soprattutto una rivoluzione planetaria. Mettere in contatto persone, in tempo reale, senza barriera geografica. Fuoco, ruota, scrittura, Internet. Penso che gli storici del futuro battezzeranno così le tappe della civiltà umana.


Per il resto come passerò la giornata di oggi?
Farò da mangiare, a pranzo ed a cena, come ogni anno, per dare sfogo concreto a quella mia passione, mai realmente sopita, che è quella di preparar piatti per me e per gli altri.
Menu di oggi: bucatini all’anconetana e polpette di maiale al gorgonzola. Il tutto con un Rosso di Montalcino del 2006. Colesterolo da applauso e trigliceridi a livelli olimpionici. Nella foto potete notare (con tanto di macchia di sugo da "concitazione" nel condire ;-) ) la mia interpretazione di questo piatto del Centro Italia.

Ora mi dedicherò a stare un po' con mia figlia e continuare a scrivere il romanzo.


Guardo fuori dalla finestra: piove ancora.

20.9.10

Onori al Ten. Alessandro Romani


Un altro caduto in un conflitto difficile da capire per chi sta a migliaia di kilometri da quella realtà...

2.9.10

Creazione della copertina del nuovo romanzo

Alla fine di Agosto mi sono dedicato a scattare le foto per la copertina del nuovo romanzo. Come nel primo romanzo, le copertine le concepisco, le realizzo e le compongo io. Non è una questione di risparmio economico, è una questione di fare una copertina che sia coerente con i contenuti del romanzo. Quanti romanzi d'azione pubblicati in Italia hanno una copertina che anche solo alla lontana suggeriscono il tema del romanzo? Nessuno. In Italia abbiamo editori che appioppano copertine casuali ai loro romanzi d'azione. Poi si lamentano che non vendono. Comprereste mai un romanzo con in copertina una scacchiera e al posto delle pedine ha dei proiettili? Che romanzo è? Un giallo? Fantapolitica? Una Spystory? Gli anglosassoni, che ne capiscono un pochino di più di marketing, realizzano immagini di copertina strepitose per i loro prodotti, e mai "ingannevoli" sul contenuto che rappresentano.

Nel mio caso specifico, metto sempre in copertina un personaggio del romanzo perfettamente realizzato sulla descrizione dello stesso. Mi piace l'idea di suggerire al lettore un'immagine "reale" di un personaggio del libro.

Ovviamente pubblicare queste foto, significa anche fare uno "spoiler" del contenuto del romanzo. ;)
Dopo numerosi ripensamenti decido di mettere in copertina uno dei protagonisti più complessi del romanzo. E' stata fin da subito una bella sfida. Avevo bisogno di una donna, giovane, che avesse caratteristiche fisiche ben precise. Atletica e muscolosa, ma senza che fosse una bodybuilder, e con forme femminili non prorompenti.
Tra le mie normali conoscenze non conoscevo nessuna persona con queste caratteristiche. Provai, senza troppa convinzione, a vedere cosa offrivano le agenzia per fotomodelle. A parte i prezzi stratosferici per qualche ora di attività fotografica, erano proposti solo ed esclusivamente modelle che cercavano di imitare (e nemmeno in modo riuscito) le attuali tendenze dei canoni di bellezza televisiva odierna. Sostanzialmente delle anoressiche con qualche ritocco estetico, e un viso non propriamente comunicativo.

Non mi scoraggiai, e feci girare la voce della persona di cui avevo bisogno. Sicuramente dovevo cercare tra le giovani praticanti di una seria disciplina sportiva. Con il passaparola tra amici mi arrivò il contatto di M.S.
Friulana ed agonista di Muay Thai. Per chi non conoscesse la disciplina, è uno sport da combattimento da ring derivato da un'arte marziale thailandese.
Vidi le prime fotografie di questa ragazza e mi convinse subito: alta, molto tonica e con i capelli corti, nonchè un viso molto particolare.
Era quasi esattamente la replica tridimensionale del mio personaggio.

La giornata delle riprese fotografiche, lei è arrivata piuttosto baldanzosa, ma l'abbiamo sommersa di circa 11kg di vestiario tattico ed armi, seguendo le attuali tendenze "dell'universo" che volevo descrivere e poi l'abbiamo lasciata crogiolare al sole di mezzogiorno per aver la luce migliore in assoluto per gli obbiettivi delle fotocamere.

M. è stata veramente di una pazienza encomiabile, in quanto ha passato sei ore a sentirsi dire: "Guarda a destra… Guarda a sinistra… Guarda quell’oggetto… Più seria… In ginocchio, punta l’arma verso quell’oggetto…"
Così, dopo aver fatto perdere tre litri d’acqua a M. e io con 426 scatti nella fotocamera, mi ritrovo a dover selezionare un’unica foto che dovrà finire, dopo una pesante manipolata software, sulla copertina del romanzo.
Se la base è buona si è a metà dell’opera. Vedremo. Ed abbiate pazienza, per favore. ;-)
Intanto pubblico alcune foto del “backstage”, in ogni caso una giornata in cui ci si è divertiti tutti. Ringrazio per la logistica e gli “accessori di scena” Fulvio, e un ringraziamento speciale ad Alessandra, Eliana e Giuseppe che hanno dato un supporto esemplare durante la realizzazione delle foto.


















14.7.10

Update!


Rieccomi qui,
Nella vana promessa di tornare a tenere questo Blog un po' più aggiornato. E' vero che ora c'è Facebook, ma è un'altra cosa. Se per certi versi Facebook è un sistema assolutamente agilissimo per mantenere i contatti con le persone, dall'altra è un carrozzone strapieno di ciarpame.
Meglio un Blog. C'è meno interazione con gli altri, ma è più genuino, spontaneo. Due aggettivi sconosciuti al mondo degli utilizzatori di Facebook.

Ma torniamo a questo Blog, e quindi a me.

Sono diventato padre. Ve la piazzo subito lì, senza preparazione.
Non ieri, nemmeno l'altro ieri, ma a metà Ottobre del 2009.
E' una splendida bimba e l'abbiamo chiamata Lia.

Adesso, magari, vi aspettate che vi faccia un bel discorso introspettivo su come vivo la paternità. Posso solo dirvi: bene.
Quando ho preso coscienza di essere padre? Non subito, e dicono che sia normale, ma circa dopo quattro mesi, ovvero mentre una mattina, tenendo in braccio Lia, in bagno, mi stavo lavando i denti, e riflesso nello specchio ho visto quella bimba cercare di afferrarmi lo spazzolino da denti che era ficcato dentro la mia bocca schiumosa di dentifricio, e ridere come una matta.
Lì ho avuto la netta percezione di essere diventato padre e che mia figlia è attirata dalle piccole idiozie quotidiane, esattamente come me. Altro che test del DNA.

In questa foto, piuttosto recente, potete vederci ritratti in una delle attività che meglio ci riesce fare insieme. :-D


Il secondo romanzo... Me lo state chiedendo a gran voce via email, su Facebook, e io vi rispondo qui. Sta procedendo moto bene, dopo un anno preciso di ibernazione assoluta. Ora sto scrivendo a ritmo sostenuto anche grazie ad una propulsione creativa inaspettata, nonchè una grande esperienza personale vissuta il mese scorso.

A metà giugno scorso sono stato ospite della 2a Brigata Mobile dei Carabinieri, a Livorno. Ho vissuto una giornata tipica con il personale del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, meglio conosciuti ai più con il loro acronimo: GIS.

Ricapitoliamo gli eventi che hanno portato a questa eccezionale esperienza.
Il secondo romanzo, che avrà una trame decisamente più articolata del primo, avrà una buona parte della storia che si svolge completamente sul territorio italiano. Il GIS dei Carabinieri sarà protagonista di più sequenze d'azione. Volendo approfondire e sopratutto avere un feedback aggiornato sulle loro attività e tecnologie, ho richiesto agli Uffici pubbliche relazioni dell'Arma, un incontro con del personale del GIS per la realizzazione del romanzo. In un tempo sorprendentemente breve, e dopo qualche verifica legittima, da parte dell'Arma, sul mio background personale, ho ricevuto una lettera da Roma di autorizzazione alla visita.

Al contrario di un qualsiasi reportage giornalistico, la cosa più comune a cui sono abituati gli ufficiali del Reparto quando hanno "ospiti civili", la mia richiesta era tutt'altro genere.
Io desideravo "vivere" e respirare l'atmosfera di una giornata tipica all'interno della base, dei suoi corridoi, negli uffici e nei luoghi di ricreazione. Non avevo bisogno di un briefing tecnico sulle armi del Reparto (per quanto l'ho avuto, e di altissimo livello), io volevo capire come descrivere al meglio ai miei lettori cosa significa vivere la quotidianità di persone così speciali come i Carabinieri del GIS. Per intenderci, io non volevo sapere tipo e modello di armi in dotazione: io volevo vedere come si muoveva nella sua quotidianità l'armiere di Reparto in armeria. Non volevo sapere che tipo di esplosivi utilizzano per la rimozione degli ostacoli, ma volevo parlare con l'artificiere capo,e capire dalla sua viva voce le difficoltà del suo ruolo. Questa mia richiesta ha inizialmente imbarazzato l'ufficiale che gentilmente mi ha accompagnato durante la giornata, ma poi ha capito la mia richiesta, e mi ha accontentato portandomi nei luoghi della base più caratteristici (il top si è raggiunto, per i miei scopi narrativi, in mensa e al bar della base) e facendomi parlare con il personale più rappresentativo del Reparto. Ho trovato persone estremamente portate al dialogo, con voglia di comunicare, specialmente quando hanno trovato in me un interlocutore tecnico ad alto livello. Il tutto si è svolto in un’atmosfera molto rilassata e cordiale.
I vertici del Reparto hanno dimostrato notevole interesse per la mia iniziativa letteraria nei loro confronti, e ammetto che il finale del romanzo, mi è stato suggerito da un operatore, dopo che ha analizzato tutta la trama relativa al GIS.
E' stata davvero una magnifica giornata, e ora ho il dovere morale di descrivere al meglio quello che ho "assorbito".
Quello che leggerete nel romanzo relativamente al GIS è frutto di questa giornata passata al Reparto. Un sentito Ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per l’occasione che mi è stata concessa.

11.4.10

Quasi un anno...

Quasi un anno dall'ultimo post.
Non sono morto, non ancora almeno.
In questi 11 mesi sono successe (purtroppo e per fortuna) tantissime cose.
Cose belle, bellissime e cose meno belle.
Ne parlerò nelle prossime settimane, perchè, oltre Facebook, voglio tornare a scrivere su questo Blog.

Come? Si, sto finendo il seocndo romanzo... Tranquilli. ;-)